Punti chiave e registrazione del BEDA Connect: l’accessibilità come opportunità di business

La sessione BEDA Connect del 10 settembre 2026 ha esplorato perché l’accessibilità dovrebbe essere vista non come un requisito di conformità, ma come un’opportunità strategica di business. Moderata da Pia Betton, la discussione ha riunito Jeremy Hugh Aston, industrial designer, e Myles Igwebuike, designer researcher. Tutti e tre i contributori sono esperti di Glorious 42.

L’accessibilità non riguarda più solo la conformità. È uno dei mercati più grandi e ancora poco serviti per i designer di oggi. Durante la sessione, i relatori hanno dimostrato come l’accessibilità possa trainare la crescita del business, rafforzare le relazioni con i clienti e portare a prodotti e servizi più resilienti e duraturi.

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Cinque punti chiave

1. Il mercato è più grande di quanto pensi
L’accessibilità non è un mercato di nicchia. Circa 1,3 miliardi di persone nel mondo vivono con una disabilità, mentre l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà quotidiane fanno sì che il design accessibile porti benefici a molte più persone di quanto molti immaginino. Progettare in modo inclusivo aiuta le aziende a raggiungere un pubblico più ampio e a sbloccare nuove opportunità di mercato.

2. Passare dalla conformità all’opportunità
L’accessibilità offre il massimo valore quando viene integrata in un progetto fin dall’inizio, non aggiunta in un secondo momento. Presentarla come leva per ampliare la portata sul mercato, generare insight preziosi dagli utenti e creare proprietà intellettuale riutilizzabile aiuta i clienti a vedere l’accessibilità come un’opportunità di business e non come un costo di conformità.

3. Il lavoro sul campo batte le supposizioni e l’IA non può sostituirlo
Gli insight più preziosi sull’accessibilità derivano dall’osservazione di persone reali in contesti reali. Sebbene l’IA possa supportare la ricerca, non può sostituire il lavoro sul campo in prima persona, che mette in luce bisogni, comportamenti e opportunità spesso trascurati dalla sola desk research.

4. Progetta una volta, applica su larga scala
I framework di accessibilità sviluppati per un progetto possono spesso essere adattati a più settori, aumentandone il valore commerciale nel lungo periodo. Individuare e definire bisogni degli utenti trascurati crea anche strumenti, linguaggi e metodologie di valore che le organizzazioni possono riutilizzare.

5. La collaborazione fa la differenza
Le migliori soluzioni di accessibilità nascono dalla collaborazione. Mettere insieme designer, ingegneri, tecnologi e comunità porta a risultati migliori, competenze più ampie e opportunità per affrontare progetti più grandi e più ambiziosi.

“L’accessibilità non è un limite alla creatività e non è solo un esercizio di conformità. L’accessibilità è un’opportunità di business.”
– Myles Igwebuike

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Spunti di riflessione dalla sala

La discussione ha anche stimolato una riflessione più ampia sul futuro della pratica del design:

  • La pratica inclusiva e co-progettata dovrebbe essere l’impostazione strategica predefinita per ogni progetto, invece di un’aggiunta speciale per brief selezionati?
  • Indicare una manciata di esempi ben noti, come i grandi brand consumer, è davvero una prova che il design inclusivo sia facile da trovare, oppure il settore dovrebbe spingersi oltre?

Queste domande sottolineano un messaggio centrale emerso dalla sessione: l’accessibilità non è una nicchia specialistica. È un catalizzatore per l’innovazione, per un design migliore e per una crescita sostenibile del business. Come hanno sostenuto i relatori, le organizzazioni che integrano il pensiero inclusivo nella pratica quotidiana saranno nella posizione migliore per rispondere alle esigenze di una società in rapido cambiamento.

Il prossimo BEDA Connect della serie sull’accessibilità si terrà giovedì 5 novembre 2026.
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